L’altro volto di #Milano. Un reportage e un #podcast di Francesca Mannocchi per La Stampa. Dentro anche qualche mia riflessione.


Full Professor, Department of Business Studies, Roma Tre University.
La nostra #mapparoma35 ieri su repubblica Roma.

Lo scorso 15 novembre Stroncature ha ospitato la presentazione di “Le sette Rome. La capitale delle disuguaglianze raccontata in 29 mappe” di Keti Lelo, Salvatore Monni, Federico Tomassi (Donzelli, 2021). Con gli autori dialogano Carlo M. Travaglini e Daniela De Leo.
Il documentario “La città del disagio”, prodotto da Andrea Mancori, Giorgia Amato, Cécile Berranger e Sara Vicari del collettivo aroundtheworld.coop, e tratto dal nostro “Le Sette Rome: la capitale delle disuguaglianze raccontata in 29 mappe” edito Donzelli, selezionato come finalista del concorso movieland al DigitalMediaFest.
Marco Damilano ha citato il nostro libro “Le sette Rome” durante il suo spiegone in Propaganda Live su La7, venerdì 8 ottobre (dal min. 4:10), e poi anche nell’editoriale sull’Espresso di sabato 9 ottobre. Grazie!
Un fine agosto particolarmente ricco di recensioni importanti per Le Sette Rome. Il 21 agosto sull’Osservatore Romano ” Ventinove mappe per non dormire” intervista di Guglielmo Gallone a Salvatore Monni, il 23 agosto su Internazionale la recensione di Giuliano Milani “Le città visibili” e sempre il 23 agosto su Micromega la recensione di Ylenia Sina “la pandemia ha mostrato il vero volto di Roma”.



Intervista a Presa Diretta. Qui la registrazione della puntata.

Sette città, sette Rome, un numero che torna come un destino. La città storica, colma di testimonianze artistiche, architettoniche e archeologiche; la città ricca, che unisce quartieri benestanti anche lontani fra loro; la città dell’automobile, disposta lungo i principali assi di viabilità di scorrimento veloce; la città campagna, che si estende su ciò che resta dell’Agro romano; la città compatta, dei quartieri residenziali intensivi costruiti negli anni dell’espansione post-bellica; e infine la città del disagio, dove si trova gran parte dei complessi di case popolari circondati da periferici quartieri abusivi, e la più sfuggente, sebbene diffusa, città degli invisibili: due città in cui la pandemia ha mostrato la sua faccia più feroce.
